Il “Silbo”

Qualsiasi luogo al mondo può avere come attrazione una propria gastronomia, architettura storica o paesaggi naturali, ma c'è solo un luogo sul pianeta Terra che ha un linguaggio fischiato che funge da metodo di comunicazione tra la gente del posto. Solo La Gomera, per le sue caratteristiche geografiche e la ferrea volontà dei suoi abitanti, mantiene viva una lingua che risale a secoli fa e che oggi è più viva che mai.

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L’origine del “silbo”

La sua origine risale a molto prima dell'arrivo dei conquistatori ispanici nelle isole. Fu creato dagli aborigeni delle Canarie, i primi abitanti di La Gomera, quando ancora usavano il “guanche” come lingua. È dal XVI secolo che il silbo inizia ad adattarsi al castigliano, giungendo fino ai giorni nostri.

Ampiamente utilizzato in tutto l'arcipelago, la comparsa della tecnologia, l'emigrazione degli abitanti dell'isola e l'arrivo di nuovi abitanti stranieri hanno ridotto il ruolo del silbo nelle altre isole. La Gomera, invece, è sempre stata la massima esponente del linguaggio fischiato: per la sua caratteristica geografia, ricca di valli, burroni e pareti, questo linguaggio è stato fondamentale per lo sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento locali. Si è distinto come una risorsa per poter comunicare a lunga distanza tra pastori, arrivando a percorrere fino a cinque chilometri.